Chiara Elanor Carugati
Qualcuno ha sentito Dio?
NUMERO 40 | FEB 2026
Suppongo che, quando pensate a me, vi figuriate una vita assolutamente…beh, divina – se mi concedete la battuta.
Conduco un’esistenza estremamente ordinaria, invece: la mattina mi piace alzarmi presto, per godere del silenzio.
Dopo la colazione (niente caffè: sono molto sensibile di stomaco), di recente ho iniziato a praticare lo yoga (quanto vorrei averlo inventato io!); dopodiché, inizia la mia giornata lavorativa.
Mi occupo di scartoffie, principalmente.
Non delle vostre, no, per quelle abbiamo dei dipartimenti appositi: non crederete davvero che io abbia il tempo per ascoltare tutte tutte le vostre richieste…
Assolutamente no: quello è compito dei dipartimenti.
Non per pavoneggiarmi, ma è una delle idee migliori che abbia mai avuto.
Quando quassù hanno iniziato a arrivare i santi, era festa tutti i giorni: banchetti, alcool a fiumi, musica a ogni ora.
All’inizio la ritenevo cosa buona e giusta; del resto, molti di loro erano morti in mio nome e tra atroci sofferenze: concedergli un po’ di svago mi pareva davvero il minimo, quasi dovuto.
Le cose hanno iniziato ad andare male, come spesso succede, piano piano e, poi, tutte insieme: gli angeli hanno iniziato a riferirmi di after party segreti in cui si svolgevano giochi di ruolo a dir poco loschi.
Sistemata quella questione, è stata la volta delle sostanze stupefacenti, che alcuni riuscivano a introdurre nonostante la presenza dei controlli.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata un’abat jour Seletti, andata in mille pezzi dopo essere stata colpita da uno dei seni di sant’Agata (preferirei non entrare nei dettagli, se non vi dispiace: è una ferita ancora aperta).
In quel momento ho capito che c’era una sola cosa da fare: trovare un modo per tenerli occupati, dare loro un lavoro.
È così che sono nati i dipartimenti, che esaminano e accolgono le vostre preghiere (o le ignorano completamente, per non parlare di quando una supplica produce l’effetto opposto e la situazione precipita: non abbiamo ancora trovato un accordo sul criterio da seguire, per ora è tutto rimesso all’umore del santo cui giunge la richiesta).
Ebbene, il mio lavoro è destreggiarmi tra varie faccende burocratiche: turni di lavoro, permessi edilizi (“potrei piantare una fila di alberi di fronte alla mia finestra per impedire a santa Lucia di guardare nel mio appartamento?”), ferie (“il weekend prossimo dovrei scendere a Catania per assistere alla festa in mio onore”)…
Potremmo dire che non sono così dissimile da un semplice impiegato delle poste.
Ogni domenica partecipo a una funzione diversa (è ancora in corso l’indagine per scoprire chi sia la mente dietro la credenza secondo cui la domenica mi riposerei: è una fandonia).
Giro varie località, per non far sentire mai solo nessuno.
Mi piacciono soprattutto quelle di montagna, perché l’aria è buona.
Mi sveglio di buonora e non mi prendo nemmeno la briga di farmi la barba: mica possono vedermi.
Vado ad appollaiarmi vicino all’organo, in alto, e dispongo sulla panca i quaderni che sono solito portarmi; negli anni ci ho appuntato pensieri e conclusioni e mi diverto ad apporre una spunta vicino ai punti che gli umani riescono a indovinare.
Oggi sono in una parrocchia di Milano in cui non sono mai stato prima.
Inizia la funzione, la musica è bella.
Nota a me stesso: trovare un modo per comunicare agli umani di smettere con tutto questo incenso.
Minacciare dannazione eterna se persistono.
Non si respira qui dentro, cazzo.
I lettori sono dotati, anche se alcuni tra i passi scelti non sono tra i miei preferiti: non mi piace ricordare quell’episodio in cui quel mentecatto di mio figlio ha messo a soqquadro il tempio.
Me la sono vista brutta, quella volta: ho dovuto pagare un terapista per gestire i suoi problemi di rabbia e evitare che si facesse ammazzare prima del tempo.
Quel ragazzo era un vero impiccio.
La predica è banale e soporifera.
Cambiare di posto Sant’Antonio ché rompe le palle per gli spifferi.
“Dio è stato molto chiaro su questa cosa: quando ha distrutto Sodoma e Gomorra, ha sancito che gli omosessuali sono da considerarsi contro Natura”.
Sento che ormai siamo in confidenza, quindi posso dirvelo: quella volta non è andata proprio così.
Viveva, a Sodoma, una signorina da cui ero rimasto oltremodo affascinato.
La guardavo fare il pane, intrecciarsi i capelli, tirare l’acqua al pozzo.
Decisamente troppo bella, per essere fatta a mia somiglianza.
Ho deciso di provarci, sono sceso di sotto.
“O la va, o la spacca”, mi son detto.
Mi sono presentato da lei, era di martedì, mentre stendeva i panni.
Ora: quando sei Dio, il mondo del dating non è cosa facile e penso possiate arrivarci da soli.
In quell’occasione, però, è andata sorprendentemente male, una catastrofe: la signorina ha riso di me, dopo avermi detto che non era interessata a avermi come consorte.
Che posso dire?
Mi sono arrabbiato, penso sia comprensibile.
Ho esagerato, quella volta lì, ho fatto davvero un gran casino.
Non potevamo permetterci uno scandalo e gli angeli hanno provveduto a mettere una pezza.
Beh, ora lo sapete.
Ma torniamo a noi, in questa piccola parrocchia milanese.
Ecco, proprio lì, in bocca a questo bischero inetto e duro d’orecchi, la ragione per cui ho allagato il Pianeta Terra: non imparate mai, voi umani.
Voi che siete all’ascolto, o alla lettura – beh, insomma, voi: mi dite dove ho detto questa cosa?
Indicatemi il passo, il libro, il versetto in cui mi sono espresso in tal senso.
Ah, non lo trovate?
Ah, vi hanno detto che io l’ho detto.
Ecco, gente, non vi hanno insegnato a non fidarvi di tutto quello che sentite dire in giro?
Fatemi capire: voi andate dietro al primo manigoldo che passando per strada vi dice: “ma sai cos’ha detto Dio?”
Ma quanti anni avete, 2?!
Questo qui, come si chiama?
Don Franco mi pare, ecco, se lui ne ha due li porta davvero male.
Io li porto molto meglio, e ne ho parecchie migliaia!, anche se la mia pelle liscia è merito di una particolare crema solare che ordino dal Giappone, ma sto divagando.
Insomma: chi ci ha parlato, con me?
Ogni giorno siedo, cupo e annoiato, su una nuvola, aspettando una telefonata, non so, una mail!
Pago addirittura una promozione che renda più agevoli i contatti con il Pianeta Terra, eppure nessuno che si degni di interpellarmi.
Mai nessuno che tiri su il telefono e dica: “Signor Dio, che ne pensa di questo?”, oppure: “scusi, ma qui cosa intendeva esattamente?”
Poi mi tocca sentirmi rimproverare perché vi faccio piangere se, di tanto in tanto, per sopperire al tedio lancio di sotto qualche saetta o cataclisma!
Ma chi ci pensa ai miei, di sentimenti?
Voi non mi chiamate mai però, quando vi conviene, mi diffamate mettendomi in bocca cose che non ho mai detto!
Inaccettabile, lo trovo del tutto inaccettabile.
Nota a me stesso: Diluvio Universale 2.0 da organizzare per martedì prossimo.
Fare scorta di quei dolci svedesi alla cannella, iniziare subito.
Febbraio 2026
