Anibal Alexander Cioran

A te, Sognatrice

NUMERO 34 | AGO 2025

A te, Sognatrice.

Non lasciare, o fanciulla, che l’iniquo orbe
Seppellisca l’estro che su la tua fronte risplende;
La tua man, che il vero nel profondo scorge,
Nel dolce tratto a le celesti sfere si riconforta.
E quegli, ciechi dinnanzi al tuo fulgore,
Che perser del sogno la fiamma e il senno,
Non levano a lor canto laude al tuo splendore,
Ché dal tuo viso un lume si diffonde immenso.
Ogni greve sospiro de l’aere triste,
In te si fa lieve danza d’incanto.
Non cedere, o bambina, a la ferale scure
Di chi non comprende del tuo disegno l’ardor sacro,
Poiché nell’ombra tua s’accende lo splendore,
E ogni tuo segno è vita ch’oltrevive.
Serba, dunque, la tua arte, tesoro prezioso,
Non temer l’abisso né lo sconsolato pianto,
Ché sovente l’umano, privo d’alma gentile,
Non coglie de’ tuoi colori la vera essenza.

Agosto 2025

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