Flavia Bocchio Ramazio

Quando scrivo

NUMERO 41 | MAR 2026

Quando scrivo evito gli sguardi fermi,
sento le parole che parlano dalla fiducia;
mi avvicino al cuore delle cose,
ma prima sosto al margine del tempo.
Quando scrivo mi corico sui pensieri,
attendo la calma delle sponde senza schiuma
e mordo la terra arresa.
Quando scrivo guardo ai lati del sentiero
e cammino vicino ai fossi
sperando che le idee non travolgano i miei passi.
Penso a immagini mai viste
perché scrivere è ciò che non abbiamo mai incontrato.
Prendo le frasi che qualcuno ha rifiutato
perché aveva poca fede.
Scelgo le parole perché tutte hanno un mistero.
Quando scrivo tutto è chiaro:
il cielo della tempesta è un’enorme pancia che esploderà,
i lampi sono gli sbadigli delle nuvole
e la terra fa gargarismi quando piove.
Quando scrivo tutto è possibile:
il cielo sbatte le palpebre e rimane senza ciglia,
il mattino perde la sveglia dell’alba
e il tramonto si piega stanco sulla terra.
Quando scrivo tutto è presente:
la notte sa di mattino
il pomeriggio si sdraia sul mezzogiorno.
Quando scrivo sono come l’orizzonte a cui non piace separare le cose.

Marzo 2026

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