L’onda che dal mare si aggrappa alla
battigia, rimbomba col suono dei granelli
che si trascina dentro
Così l’anima, che strappa amore dal ricordo.
Resta gigante, profonda, perpetua
Sola, oscura, spaventosa
A furia di infrangersi l’onda diventa
sempre più bianca:
la schiuma raccoglie l’aria e la tira a se
ne fa dono prezioso per granchi, alghe e pesci
Tra loro, chi a pelo d’acqua, chi dal profondo
scrutano la terra, nudo giaciglio,
temibile e scivoloso ristoro
Più forte del vento
che incresta l’onda,
più vorace della salsedine
che erode lo scoglio
il sole, che scalda ed asciuga
Quei suoi raggi, penetrati nell’abisso,
rischiarano il più torbido dei blu
Volge verso l’orizzonte, ma non tramonta,
accende la luna ed il cielo ora esplode di
altre milioni di stelle
Giorno e notte si rincorrono così come
gioia e dolore, come odio ed amore,
come paura e consapevolezza
Tutto è uno, non c’è inizio né fine.